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spirito, che guida lo Shumei Taiko Ensemble, è nato con
una preghiera, un momento di meditazione silente, accompagnato
dal suono di un tamburo. Il coinvolgimento di Shumei con il
taiko iniziò nei primi anni ’70, quando il tamburo
divenne una parte integrante del cantico dell’Amatsunorito.
Un’antica preghiera a Dio, l’Amatsunorito è
suonata dai membri di Shumei durante il Sampai. Verso la fine
di quest’inno sacro, le voci dei partecipanti cadono per
un momento in silenzio, prima di recitare le frasi di chiusura.
In questo silenzio, in particolari occasioni, si ode il taiko
suonare il “Mikotonori”. E’ un suono incontaminato,
che purifica i sensi dei partecipanti alla cerimonia e tutto
quello che li circonda. Il Mikotonori eleva lo spirito, creando
un ponte sull’abisso tra umano e divino. La voce stessa
del tamburo è una preghiera; le speranze e la gratitudine
di quelli che partecipano al rito s’innalzano con questo
suono sino a Dio. Tali momenti sono conosciuti come “kanno
doko“, quando il mondo spirituale e fisico si parlano
intensamente, quando parole e pensieri s’intrecciano con
la luce. E’ quest’istante d’unione tra umano
e divino, che rappresenta la fonte dell’ethos dello Shumei
Taiko Ensemble.
La creazione dell’Ensemble è opera dal dinamico
secondo presidente, il fu Sokichi Koyama, che propose una cerimonia
dei “Cento Tamburi“ per onorare nel 1982 il centenario
della nascita di Mokichi Okada, il fondatore di Shumei. L’avvenimento
si doveva svolgere a Misono, quartiere generale internazionale
dello Shinji Shumeikai e centro spirituale giapponese di Shiga.
Era il 23 Dicembre di quell’anno, quando la gelida immobilità
della giornata invernale fu rotta dall’improvviso risuonare
di cento tamburi, che faceva riecheggiare il loro rombo attraverso
Misono e che risvegliavano l’eco nelle montagne circostanti.
Quella prima esecuzione di taiko, quel primo rullio di tamburi
a Misono rappresentò il momento della nascita dello Shumei
Taiko Ensemble.
L’anno seguente, giovani suonatori di tamburo si esibirono
ai festeggiamenti per l’inaugurazione dell’auditorio
Meishusama Hall a Misono in Giappone. Queste esecuzioni furono
così commoventi, che Mr. Koyama fece in modo che alcuni
suonatori – incluso il primo direttore Koji Nakamura –
si unissero al più famoso gruppo di taiko del Giappone,
l’Ondekoza. Le doti dei migliori suonatori di Shumei si
affinarono magnificamente durante i due anni di lavoro e disciplina
passati con il gruppo Ondekoza.
Sokichi Koyama morì improvvisamente nel 1984. Credeva,
che il taiko avrebbe superato le barriere tra razze e culture
e che la sua musica avrebbe favorito la pace ed il benessere.
Ed è questa gran visione di sintonia ed armonia, che
sostiene tutt’oggi lo Shumei Taiko Ensemble.
Alla fine del 1984, Koji Nakamura lasciò l’Ondekoza
e ritornò a Misono con altri due suonatori Shumei. Le
origini dell’Ensemble erano modeste: solo tre suonatori
con tre piccoli tamburi. Tuttavia, con perseveranza ed incrollabile
fede, passo dopo passo, l’Ensemble crebbe.
L’influenza stilistica Ondekoza si fece sentire a lungo
sul gruppo, mentre l’Ensemble si affannava ad esplorare
e tracciare nuovi territori musicali. Ma è stato sotto
la generosa direzione musicale di Meisho Tosha, massimo maestro
di yokobue o flauto giapponese in bambù, dal 1988 direttore
musicale e compositore stabile dell’Ensemble, che il gruppo
raggiunse infine la maturità e trovò la propria
voce. Fu composta della nuova musica, si sviluppò uno
stile esecutivo originale ed il caratteristico equilibrio di
tamburi e flauti dell’Ensemble fu sempre più perfezionato.
Con Tosha, il gruppo rinacque su basi proprie.
Dalla
sua fondazione, lo Shumei Taiko Ensemble è arrivato ad
occupare oggi una posizione importante nel mondo delle arti
rappresentative giapponesi. Non solo acclamato per la maestria
nella tecnica tradizionale taiko, l’Ensemble ha utilizzato
queste doti per dare origine ad un’esecuzione di taiko
pura, forte, dinamica, assolutamente moderna ed originale.
L’Ensemble
si è esibito recentemente in Giappone ed anche in altri
paesi in occasioni particolari, al Parlamento delle Religioni
del Mondo a Cape Town in Sud Africa ed al World Peace Summit
nel quartiere generale delle Nazioni Unite a New York. Lo Shumei
Taiko Ensemble prosegue nella sua missione: unire i popoli del
mondo con la musica taiko, abbattendo i muri delle differenze
religiose, nazionali, razziali e linguistiche.
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